2- 5′ MINUTI per LA MIA FAMIGLIA

By on novembre 13, 2016

Il  Progetto, ha l’ambizione di accompagnare la famiglia nel ruolo primario di “generare alla vita di fede i propri figli” perché si realizzi quanto auspicato dagli Orientamenti.

2°  Progetto – 5’  MINUTI per la mia FAMIGLIA

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Con il Vangelo in tasca 

5minuti

 

 

[La Chiesa vuole raggiungere le famiglie con umile comprensione, e il suo desiderio «è di accompagnare ciascuna e tutte le famiglie perché scoprano la via migliore per superare le difficoltà che incontrano sul loro cammino». Non basta inserire una generica preoccupazione per la famiglia nei grandi progetti pastorali. Affinché le famiglie possano essere sempre più soggetti attivi della pastorale familiare, si richiede «uno sforzo evangelizzatore e catechetico indirizzato all’interno della famiglia», che la orienti in questa direzione.]  Amoris Laetizia, 201.

[«Come dobbiamo ricevere la parola di Dio?». La risposta è chiara: «Come si riceve Gesù Cristo. La Chiesa ci dice che Gesù è presente nella scrittura, nella sua parola». Per questo, ha aggiunto, «io consiglio tante volte di portare sempre con sé un piccolo Vangelo»] Omelia in S. Marta. (vedi)

 

LA REALTA’ PARROCCHIALE

Il nuovo “impianto catechistico”, introdotto vent’anni fa nella nostra Parrocchia e progressivamente messo in atto ed affinato nel corso degli anni nella sua prassi, ha liberato gli incontri Catechiste – Bambini dal metodo scolastico, e, allo stesso tempo ha spostato l’attenzione su altri importanti aspetti pastorali

La Comunità, le famiglie e i bambini, sono stati orientati sul versante della “scoperta del Vangelo” e della “vita della Comunità”,  con la chiara intenzione di “introdurci tutti” alla scoperta dello stile di vita proposto e vissuto da Gesù. Aver fatto questa scelta comporta  un impegno di tutta la comunità: rendere il Vangelo anzitutto “presente”, non soltanto nei nostri ambienti di chiesa o liturgici, ma nelle normali situazioni della vita quotidiana.  In altri termini, è stato dato il via ad un percorso di Iniziazione Cristiana,  che coinvolge lo stile di vita di tutti, sostenuta dalle scelte pastorali, appena sottolineate.

image1L’occasione dell’Anno della Misericordia  ed alcune indicazioni del Piano Pastorale Diocesano 2015 2016, come d’altra parte anche  i precedenti documenti della CEI “Incontriamo Gesù” e “La vita buona del Vangelo”, hanno dato il via ad una riflessione sulla nostra prassi di Pastorale della Iniziazione Cristiana parrocchiale, nella quale, oggi, possiamo riscontrare vari elementi positivi ed alcuni “nodi” da sciogliere nel coinvolgimento della famiglia.

 

I passi compiuti dopo 20 anni di “conversione pastorale”

1 – Notiamo, con immenso piacere che i bambini vengono volentieri ai due incontri proposti nel percorso della Iniziazione Cristiana: sono la Messa domenicale e l’incontro settimanale. L’accoglienza delle persone presenti alla Messa e delle catechiste è molto cordiale, sia nei confronti dei genitori/nonni che accompagnano i bambini, sia con i bambini stessi: è l’atteggiamento che ci siamo imposti di avere con il “Progetto Accoglienza”.

La celebrazione domenicale e festiva segue le indicazioni del “Direttorio per le Messe dei Fanciulli (1973)”.  Nel corso di questi  anni è diventata una celebrazione vivace,  con la presenza un po’ di tutte le età. Sono visibili famiglie intere, il clima è sempre festoso e famigliare ed è strutturata sempre con la stessa solennità con la quale fino a venti anni fa, in un’unico turno, veniva celebrata la Messa di Prima Comunione, alla quale attualmente, i bambini, partecipano a piccoli gruppi, di domenica in domenica nei mesi di maggio e giugno. Questa scelta fu dettata per non differenziare “lo stile” celebrativo.

2 – Gli incontri settimanali costituiscono il secondo momento del percorso e sono strutturati in tre spicchi di tempo. Si comincia da una situazione di gioco organizzato, dove si sperimenta la gioia dello stare insieme con il linguaggio, appunto della gioia,  anch’essa forma di evangelizzazione; si passa poi al “racconto” della Parola di Dio (AT o NT o Vangelo della Domenica) secondo la logica dell’Anno Liturgico che fa da guida alla comunità presente, alle catechiste, alla famiglia e ai bambini della I.C.; contemporaneamente si individuano, con i bambini, le situazioni reali di esperienza dove vivere, come rendere presente, la Parola di Dio; infine, uno spazio di tempo è dedicato alla preghiera che viene legata alla Parola di Dio o alle realtà che i bambini vivono. Gli incontri sono molto “leggeriin un contesto descolarizzato già da tempo che, appunto, non richiama più la scuola. (Si pensi che i bambini vengono all’incontro settimanale dopo un carico scolastico di ben otto ore!!!) .

A volte cogliamo dalle parole di un certo numero di genitori una nuova motivazione, diversa da quella di molti altri che continuano a portare loro image296figli soltanto per dare la prima Comunione; quelli sono i genitori che abbiamo avuto all’Oratorio nella fase adolescenziale e che stanno coinvolgendo altri in questa visione dell’Iniziazione Cristiana. Anche il linguaggio sta cambiando tra di loro: non parlano più di “scuola di catechismo”, ma di “Iniziazione Cristiana”. Concetti e percorsi completamente diversi che lentamente in questi anni sono diventati “normali”! Notiamo che si fidano di come stiamo e viviamo con i bambini; notiamo che accolgono ogni piccola proposta; costatiamo un interessamento a ciò che diciamo e facciamo. Notiamo che si fidano di come stiamo e viviamo con i bambini; notiamo che accolgono ogni piccola proposta; costatiamo un interessamento a ciò che diciamo e facciamo.
Ci sembra che un maggior numero di famiglie stia cercando e chiedendo alla Parrocchia qualcos’altro di diverso da un semplice “rito per fare la festa”.

3 – In questi ultimi cinque anni abbiamo avuto anche modo di rilevare, attraverso una costante osservazione,  un alto apprezzamento dei genitori per quanto viene fatto per i figli; non trovano difficoltà particolari, si sentono accolti, capiti nelle loro esigenze, anzi fanno di tutto anche per “venire e rimanere” con i bambini anche alla Domenica per l’incontro della Comunità.

4 – Si può visibilmente costatare anche una crescita in percentuale di bambini che, dopo l’anno del percorso segnato dalla Prima partecipazione all’Eucarestia, continuano a partecipare sia alla Messa,  arricchita anch’essa di gioia e di festa dalla loro presenza,  che alla vita del Centro Giovanile.

5 –  Si può inoltre vedere, durante la Messa domenicale, una costante presenza crescente di famiglie al completo, anche a partire da zero anni: tutti danno alla comunità riunita in Assemblea Liturgica quel clima di famiglia che a volte ci commuove e ci lascia stupiti!

6 – Non viene più richiesto il Sacramento della Cresima… come conclusione di un percorso… come una image3“liberazione” da un peso. Nemmeno l’età fa più problema: ci affidano i loro ragazzi perché proseguano un percorso di crescita anche dopo l’anno del sacramento Eucaristico. Questo, probabilmente, dipende dal fatto che un bel numero di genitori di oggi hanno vissuto ed avuto nel passato, come già accennato, una bella esperienza di Chiesa..  Nemmeno si parla di “dopocresima”… perché tutto viene preparato prima…e la Cresima diventa (o potrebbe essere concepita)  “segno” visibile e costante di una missione per estendere alla vita, oltre quella di Oratorio,  la positività del Vangelo.

Possiamo, con speranza, affermare che l’Iniziazione Cristiana, nelle sue due fasi dove si sviluppa, Parrocchiale e Centro Giovanile, attualmente,  viene ad essere percepita  non come un evento sociale che si conclude con la Prima Comunione o con la Cresima, ma piuttosto come un fondamento su cui la famiglia può contare, come un’opportunità che la Parrocchia offre per educare i figli.  In un periodo difficile come quello dell’età adolescenziale dei ragazzi e socioculturale della società e della famiglia stessa, la famiglia trova nella Chiesa una fonte di sicurezza.

Questa “idea” che percepiamo nelle famiglie viene consolidata, come appena accennato, anche dalla presenza del Centro Giovanile Diocesano e soprattutto dal fatto che la Chiesa locale offre ai ragazzi un percorso “non catechistico”, ma “aggregativo” attorno ai molteplici e diversificati interessi, che le famiglie spesso trovano difficile soddisfare, specialmente se con un unico figlio/a.

 

I nodi da scioglie per il futuro

In questi anni si è cercato di coinvolgere le famiglie in una collaborazione parrocchia – famiglia, soprattutto chiedendo a nonni e genitori disponibili di fare da “specchio” a ciò che i bambini devono saper fare durante la Messa domenicale, o al modo di rendere vivo il Vangelo: a chi accompagna il bambino viene suggerito cosa deve fare insieme: non sempre questo avviene, e non è facile scoprirne il motivo.

Riteniamo necessari, quindi, degli aggiustamenti (lo Spirito Santo ci darà certamente una mano) per essere “missionari intenzionali”, e collocarci in modo diverso nel modo di chiedere  un minimo di “testimonianza”.

1 – Nella maggioranza delle famiglie sembra, tuttavia ancora presente un’idea difficile da modificare: le image5catechiste e il parroco sono gli “unici addetti” a comunicare la fede, anzi, sembra che siano gli unici in “dovere” di utilizzare “parole” che richiamino il fatto religioso…! Questo è un primo grosso nodo da sciogliere. La scelta di tentare di coinvolgere la famiglia prima nello scoprire che “è bello educare” e poi che è ancor “più bello educare alla fede”, o meglio educare a vedere la vita con gli occhi della fede, sembrano passi da compiere contemporaneamente. E’ un obiettivo che ha grandi difficoltà di realizzazione in tempi brevi, data la situazione socio- religiosa delle nostre “famiglie”, ma non possiamo certo stare a guardare… se ci sentiamo “cristiani in missione”!

2 – Ciò che abbiamo fatto non sembra sufficiente. Non basta cioè parlare a tu per tu con i genitori o i nonni dicendo cosa dovrebbero fare con i bambini in chiesa la domenica: bisogna fare ancora un passo “indietro”, un passo che abbiamo saltato. All’interno della famiglia sembra manchi qualcosa; sembra che ci sia un certo pudore a parlare di cose di Dio o di Chiesa o di religione: sembra emergere una grande difficoltà proprio nel campo dell’educazione in genere”. La famiglia ha bisogno di qualcosa, al suo interno, che sia di incoraggiamento a prendere in considerazione sul serio il “fatto educativo”.

Riteniamo necessari, quindi, degli aggiustamenti per poter essere “missionari intenzionali”, con l’aiuto dello Spirito Santo.

 

FINALITA’ del PROGETTO

Il Progetto “5’ Minuti per la mia Famiglia”, si pone come strumento pratico per andare incontro a queste esigenze. Ci proponiamo, anzitutto, di dare una mano alla famiglia, sia nel campo dell’educazione in generale come, di conseguenza, nell’educazione alla vita di fede.

1 – Come punto di partenza tenteremo di suggerire ai genitori, nonni, nonne, zii e zie, di porre la loro attenzione alla cose semplici della vita reale, per poi passare a proporre una lettura delle stesse piccole esperienze alla luce del Vangelo. Le “attenzioni alla vita reale della famiglia”, nel nostro intento, dovrebbero sciogliere un po’ quella timidezza nel pronunciare “parole inusuali”, o nel compiere gesti simbolici, evocativi, che trovano difficoltà a farsi, “cultura” nel linguaggio quotidiano. In questo modo crediamo e speriamo che il Vangelo possa avere la sua “naturale” attualizzazione nella quotidianità.

2 – Oltre a liberare da questa umana timidezza, si tratta anche di individuare insieme, Parrocchia  e Famiglia, un percorso, che non sia soltanto orientato strettissimamente al campo religioso, ma anche alla vita di tutti i giorni. Pensiamo, ad esempio, alla reale esperienza di vita della famiglia in certi momenti coinvolgenti dell’anno; alla volontà di costruire insieme di concrete “relazioni educative positive”; ad un clima comune di tenerezza, image6rispetto, fiducia… “permesso,  scusa, prego…”; ai momenti del dolore ecc. Ecco, il nostro Progetto vuol sottolineare queste esperienze umane, come esperienze da valorizzare, da “leggere” alla luce del Vangelo e da trasformarle in una “prassi di stile” per il bene di tutta la famiglia.
In questo contesto, il Vangelo, allora, diventa l’elemento suggeritore di un vasto ventaglio di situazioni, di esperienze da non perdere, da tener presenti per umanizzare le relazioni e rendere la vita della famiglia molto più gradevole, gratificante e felice per tutti coloro che ne fanno parte; non soltanto la “vita diventa buona”, ma si potrà scoprire il Dio di Misericordia “accanto alla stessa vita”, che ama.

3 – Infine, il Progetto, ha l’ambizione di accompagnare la famiglia nel ruolo primario di “generare alla vita di fede i propri figli” perché si realizzi quanto auspicato dagli Orientamenti: –Il cambiamento culturale sollecita la transizione  da «una pastorale tesa unicamente alla conservazione della fede […] ad una pastorale missionaria che annunci nuovamente il Vangelo, ne sostenga la trasmissione di generazione in generazione.
Lo spirito Missionario auspicato dal nostro Vescovo nel Piano pastorale 2016 ne sarà l’anima.

Offrire vicinanza e supporto alla famiglia, a tutti i tipi di famiglia di oggi, nel trasmettere la fede alle nuove generazioni, dovrà diventare un “pallino fisso” della nostra parrocchia in situazione di “missione”, con la consapevolezza che la fede non va data per scontata,  “né andrà spento il lumino fumigante”.  La missione ci impone accoglienza, comprensione, buon senso, verso tutti.

 

I PUNTI DI RIFERIMENTO del PROGETTO

Il Progetto

1 – Si propone di presentare una Chiesa più vicina alla vita reale delle famiglie e di avvicinare le famiglie attraverso una nuova forma relazionale.image7

2 – Diffondere il Vangelo come stile di vita che rivela come rendere bella e più umana la vita alle famiglie, con Dio accanto, cogliendo l’occasione che i genitori danno alla parrocchia, portando i bambini.

3 -Il Progetto vuol fare da pro-memoria sulla responsabilità partecipativa della famiglia nell’educazione, e, nell’educazione ai valori cristiani, come promesso nel Battesimo del bimbo.

4 –  “5 Minuti per la mia Famiglia” agisce anche come invito indiretto a far parte della famiglia della Chiesa, visibile nella famiglia parrocchiale; in qualche modo si disegna un filo visibile e costante che unisce Parrocchia – Chiesa.

5 – Si pone come micro “Centro d’ascolto della Parola”, riletta, rielaborata, pregata ed incarnata nella realtà del quotidiano della famiglia, partendo dal Vangelo proposto nella Liturgia domenicale, fonte e culmine della vita di fede.

6 – Il Progetto, visto dalla parte dei bambini, si presenta anche come occasione visibile per acquisire, dai gesti concreti, i “significati”  di chi li compie: i bambini possono così scoprire in “che cosa credono” coloro che si occupano della loro crescita. Il Progetto, quindi, si colloca anche sulla linea di una rigenerazione sostenibile dei segni e dei simboli della fede espressa anche esteriormente, sia all’interno che all’esterno della famiglia. Il Progetto, quindi, va a coprire anche quel vuoto che c’era nel coinvolgimento Iniziazione Cristiana – Famiglia.

7 – Esprime, nella sua concretezza, la volontà della parrocchia di seguire le indicazioni presenti nel documento “Educare alla vita buona del Vangelo”, cogliendo in particolare lo spirito del n.13, dove si parla di un “insegnamento non razionale intellettuale teorico, ma emozionale, esperienziale”.

8 – Si colloca come punto di partenza per “sbloccare” l’imbarazzo, il tabù che c’è in molte famiglie di parlare di Dio o di religione o di pregare insieme, o, semplicemente di dimostrare e dire ti amo, ti perdono, ti offro un’altra possibilità…

9 – Vuol rispondere alla linea missionaria indicata dal documento “Incontriamo Gesù” che è stato riproposto dal Piano Pastorale Diocesano del 2016. “In questa prospettiva di comunità, un ruolo primario e fondamentale appartiene alla famiglia cristiana in quanto Chiesa domestica. Essa, proprio come la Chiesa, è «uno spazio in cui il Vangelo è trasmesso e da cui si irradia» e ha una «prerogativa unica: trasmette il Vangelo radicandolo nel contesto di profondi valori umani”.

10  – Il Progetto ha il desiderio (ambizioso ?) di “provare” ad offrire alle nostre famiglie “più vicine” (e ne abbiamo un bel gruppo),  la possibilità di vivere la vocazione specifica di genitori espressa il giorno del Matrimonio o del Battesimo: “Volete educare i vostri figli secondo la legge di Cristo e della Chiesa?”  di cui la “Familaris  Consortio” al n.15 ne delinea le modalità; si tratta cioè di costruire in casa una piccola Chiesa, specchio di quella quella comunità  che si riunisce la domenica: “Nel matrimonio e nella famiglia si costituisce un complesso di relazioni interpersonali – nuzialità, paternità-maternità, filiazione, fraternità -, mediante le quali ogni persona umana è introdotta nella «famiglia umana» e nella «famiglia di Dio», che è la Chiesa”.

12 – Il Progetto “5’ Minuti per la mia Famiglia” si ispira ad alcuni progetti elaborati dalle Università Cattoliche su indicazione della Conferenza Episcopale  dell’Inghilterra e del Galles,  attivati poi per quelle comunità cattoliche. In modo particolare ci riferiamo a due  di essi: Light for the Path, e The Home is a Holy Place, progetto, quest’ultimo che interessa anche le scuole cattoliche. Nel Progetto sono coinvolti anche i nonni, come suggerisce Amoris Laetitia nn.191-193, anche se non in modo strutturato come hanno fatto le parrocchie dell’Inghilterra e del Galles attraverso il progetto specifico “Catholic Grandparents Association”, che opera a livello nazionale per “riconsegnare la fede alle nuove generazioni”. I percorsi, attivati da quella Conferenza Episcopale, nella loro struttura di partenza si rifanno al principio “della fedeltà all’uomo”, come indicato a suo tempo dal DB… per accostare poi la “fedeltà a Dio”. Questo ci sembra un bel metodo di stile missionario, che abbiamo acquisito ed elaborato nel nostro Progetto, adattandolo ovviamente alla situazione del nostro ambiente parrocchiale.

13 – Con questo Progetto si cambia il linguaggio della nostra comunicazione Parrocchia – Famiglia. Nella sua realizzazione concreta abbiamo voluto lasciaci guidare  sia dalle indicazioni del Convegno Ecclesiale di Verona, dove le “cinque dimensioni” riportano l’attenzione all’uomo, sia, dalle “cinque vie” del Convegno di Firenze tracciate per il nuovo umanesimo: ripartire dalla vita e dal linguaggio della vita per una nuova evangelizzazione umanizzante. Va detto a questo punto che la terminologia utilizzata nel  Pieghevole è il risultato naturale delle tracce dei due convegni ecclesiali di riferimento. Le famiglie vi potranno trovare infatti uno stile famigliare, popolare, non teologico, né ecclesiastico o naturalmente “tradizionale”: il linguaggio utilizzato vuol essere un tentativo di “traduzione della tradizione”, per vivere meglio lo stile di missione e “rimettere in tasca” il “Vangelo della Gioia”.

 

LE FASI di REALIZZAZIONE

Su questi poli, di domenica in domenica, saranno individuati i momenti di vita famigliare da sottolineare, da vivere, da consolidare o da modificare; e il Vangelo potrebbe così diventare il punto motivazionale di partenza della rinnovata prassi relazionale all’interno della famiglia.

image8

Se la realtà quotidiana e  il punto di vista del Vangelo costituiscono il primo e il secondo polo di riferimento del progetto, il “come fare” a mettere insieme le due cose, cioè come realizzare il Progetto, viene tracciato da due possibili percorsi.
Il primo percorso viene già strutturato dal gruppo di lavoro parrocchiale: la famiglia non farà altro che seguire la proposta di settimana in settimana.
Il secondo percorso è caratterizzato da uno schema di fondo simile a quello usato negli incontri con i bambini dell’Iniziazione Cristiana.

Il Percorso guidato contiene in sé tutti gli elementi riguardanti la vita nel suo normale dipanarsi quotidiano all’interno della famiglia e il raffronto con il Vangelo; dice già su cosa intervenire e come fare. Il Percorso libero propone, invece, delle tappe precise per convogliare in una lettura della vita fatta alla luce del Vangelo, ma lascia ampio spazio alla scelta delle esperienze di vita famigliare e ai tempi della sua realizzazione.

Ambedue i percorsi tengono conto sia delle esperienze di vita che del Vangelo della Domenica e fanno rifermento all’omelia domenicale, dove il parroco offre già, per tutta la comunità, alcune indicazioni di lettura una alla luce dell’altra.

 

Come fare, in concreto

La realizzazione pratica di tutte le premesse fatte fio ad ora potrebbe avere varie possibilità.
Noi ne abbiamo elaborate due.
La prima costruita per stare accanto alla famiglia, passo passo, tenendo come punto di riferimento, come detto, sia la realtà esperienziale che l’omelia della domenica (Percorso guidato); l’altra (Percorso libero) si rifà al progetto diocesano “In ascolto della Tua Parola” , come ai progetti della Chiesa Inglese, Ambedue i percorsi seguono la logica della Missione, tuttavia alle nostre famiglie proponiamo il percorso guidato.

A – Il Percorso guidato

1 – Nelle domeniche di Avvento e Quaresima, nell’omelia, verrà presentata a tutti l’ indicazione di vita proposta dal Vangelo, un esempio di  vita reale vissuta su cui porre l’attenzione, alla luce di quel determinato brano.
Alla famiglia, in particolare, sarà proposto di provare a rendere visibile il Vangelo compiendo gesti concreti  e dedicando a quello scopo, intenzionalmente, almeno 5’ minuti ogni settimana.
Successivamente, le catechiste, nell’incontro settimanale con i bimbi, racconteranno e si faranno raccontare quali indicazioni, suggerimenti, il Vangelo offre per rendere più bella e più umana la vita in casa: l’incontro sarà anche l’occasione per richiamare e richiedere ai bimbi cosa è stato possibile mettere in pratica.

2 – Di settimana in settimana, ad ogni famiglia che accompagna il bimbo per la celebrazione della Messa domenicale o all’incontro settimanale con le catechiste, sarà consegnato un pieghevole con le varie indicazioni.
Il pieghevole stampato è costituito da 4 paginette. Nella prima pagina comparirà il titolo del progetto e il logo; la pagina centrale conterrà, oltre al riferimento del brano evangelico della domenica, due “finestre” di testo: nella prima sarà indicato il contesto di vita reale e lo scopo educativo su cui intervenire, e, nella seconda finestra verranno proposte alcune azioni concrete per mettere in pratica lo scopo educativo, il cambiamento e miglioramento della vita. Nella quarta paginetta sarà riportata un’immagine come sintesi del Vangelo della domenica, tratta dal quotidiano “La Stampa” o da “Dossier Catechista.
Da notare è anche il linguaggio utilizzato nel Pieghevole: è stato scelto un modo famigliare, popolare e non teologico o ecclesiastico, “tradizionale”, che ne costituisce tuttavia un tentativo di “traduzione” in chiave missionaria.
Il Progetto per il periodo di Avvento è ancora nella sua fase sperimentale (anche se già verificato per quanto riguarda il periodo di Quaresima) e sarà proposto prima dell’inizio di questo periodo forte in una riunione con genitori, o nonni o responsabili dei bambini iscritti alla Iniziazione Cristiana. A conclusione, dopo il periodo di Quaresima, sarà nuovamente fatto un sondaggio/verifica sui punti fondamentali del progetto stesso.

B – Il Percorso libero

Il Percorso guidato, come il Percorso libero, sono strutturati in 4 o 5 tematiche da tener presenti nel periodo di Avvento e di Quaresima.

Le fasi proposte in questo secondo percorso possono essere svolte sia come coppia, sia con gli adulti, sia con adulti e bambini, in un contesto di tranquillità e dovrà essere scelto il tempo a misura del ritmo di vita della famiglia. Dovrebbe essere un’esperienza da vivere in un momento piacevole della giornata ed ogni “passaggio” può essere organizzato in base al tempo a disposizione, con la massima libertà.

Idealmente per coprire tutti i passaggi potrebbero essere necessari almeno 15 minuti per ciascuna, ma se il tempo è limitato il passaggio più importante è il 2 e il 4: ‘Ascoltiamo’ e “Rispondiamo”.

Il percorso completo è costituito da questi 7 piccoli passi e saranno indicati alle famiglie così come riportati di seguito:

  • Ci riuniamo: creare lo spazio accogliente, seguito da una breve introduzione del tipo: “Domenica il  Papa ha detto all’Angelus… il parroco ha sottolineato nell’omelia, riguardo al Vangelo che….”
  • Ascoltiamo la Parola di Dio nella Scrittura come ‘luce per il cammino’: un momento di delicata esplorazione della Scrittura che parla a tutte le età.
  • Guardiamo la nostra esperienza suscitando prime riflessioni che possono essere suscitate con una domanda simile a questa: “quale parte della vita va a toccare il Vangelo?”
  • Rispondiamo: un invito a rispondere a questa domanda: “ a me piacerebbe che…”quello che abbiamo visto e sentito potesse avvenire anche nella nostra famiglia.
  • Mescoliamo insieme ciò che ci dice la Parola di Dio e l’esperienza della nostra famiglia per dare un senso. Alla luce della Scrittura e degli insegnamenti della Chiesa descriviamo concretamente come praticare e sperimentare in casa quanto la Parola ci ha suggerito: la Parola di Dio è rivolta a me.
  • Programmiamo un’azione concreta da vivere tutti: in questa passo finale siamo incoraggiati a rispondere alla domanda, ‘Che cosa potremmo decidere di  fare in modo diverso durante questa settimana?
  • Preghiamo: si conclude con una preghiera semplice e benedizione in famiglia o gruppo da parte di un nonno o di un genitore.

Nota – Se possibile lasciate qualche minuto di tempo tranquillo, ascoltando la lettura del brano del Vangelo (che avete in casa) o che potrete trovare sia nel pieghevole a fumetti, sia on line, e poi invitate i membri della vostra famiglia a rispondere alle domande del tipo: ‘E ora mi chiedo…‘.  Attraverso questo semplice modo di pregare con la Scrittura, chiunque, di qualsiasi età, può andare più in profondità nel rapporto con Dio. E’ un modo per dare anche ai nonni e alle nonne un’occasione per comunicare la loro fede anche ai piccoli, cioè il modo cristiano di vedere e vivere la vita!

 

DESTINATARI del PROGETTO

La proposta viene offerta a tutte le Famiglie, nonni, nonne, zii e zie con bambini iscritti al percorso della IC, (sono circa sessanta famiglie). Ovviamente prima di lanciare il Progetto… si rende indispensabile una condivisione di tutta la comunità.

 

VERIFICA ANNUALE

Il Progetto per il periodo di Avvento è ancora nella sua fase sperimentale (anche se il progetto è già stato verificato, con genitori e nonni,  per quanto riguarda il periodo di Quaresima nello scorso anno 2015) e sarà proposto prima dell’inizio di questo periodo forte in una riunione con genitori, o nonni o responsabili dei bambini iscritti alla Iniziazione Cristiana per una condivisione necessaria. A conclusione, dopo il periodo di Quaresima, sarà nuovamente fatto un sondaggio/verifica sui punti fondamentali del progetto stesso.

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