La Chiesa di “Grazzano” – Carrara

By on luglio 23, 2016

1 . LA STORIA della chiesa sulla Via Francigena (*)      

                                                            
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In origine era la chiesa dell’Ospedale dei Santi Giacomo e Cristoforo, che aveva la sua sede nell’annesso edificio fino alla seconda metà del 1800, oggi è Chiesa Parrocchiale. Esistevano, chiesa ed ospedale già nel 1335, come ne fa fede una lapide (vedi più avanti), in volgare trecentesco, ora conservata nell’atrio del ex Civico Ospedale di Carrara.
La presenza dell’ospedale, proprio qui, ai piedi della montagna, si spiega se si pensa ai moltissimi percorsi alternativi, “complementari” della via Francigena; Carrara dista soltanto km.4 dalla fortificata frazione costiera di Avenza, dove passava il Cammino principale verso la Città Santa o verso Santiago de Compostela. Da qui il motivo della scelta di intitolare la Parrocchia ai SS. Giacomo & Cristoforo. Attorno alla Chiesa si possono ammirare una grande quantità di “Icone marmoree”, segno dell’arte e della fede di questo popolo.

Le notizie più antiche riguardanti la chiesa dell’ospedale le troviamo nel testamento olografo del primo Proposto di Carrara, Sac. Francesco Maria Silici . (ndr. Il priore battezzò Pellegrino Rossi).
Il documento, conservato nell’archivio parrocchiale, ci informa della fondazione della Cappellania dei SS. Giacomo e Cristoforo.
…”il dì primo novembre 1752 per atti del Sig. Notaro Francesco Maria Zeni, fondai una Cappellania laicale nello Spedale dei SS. Giacomo e Cristoforo per comodo spirituale degli infermi dello stesso spidale”].
Il testamento ci riserva anche alcune significative notizie riguardanti la nomina del primo Cappellano, le richieste che gli vengono fatte, le date delle feste e le sante Messe da celebrare, i compiti della pastorale ordinaria presso gli ammalati. Alla Cappellania viene assegnata anche una notevole quantità di beni materiali, che sarebbero stati necessari per il mantenimento del Cappellano e del sagrista; il Sacerdote fondatore lascerà alla chiesa anche preziosi doni personali, come il crocifisso fabbricato con il legno d’olivo, portato a Carrara nel 1764 dopo un viaggio in Terra Santa con S. Paolo della Croce.
A dimostrazione della devozione a Maria e del suo interessamento alle sofferenze degli ammalati, don Francesco Maria Silici incarica il suo successore cappellano “…di fare l’esposizione del Venerabile (?) per sette giorni precedenti alla Domenica terza di Settembre, nella quale si celebra la Festa dei Sette Dolori della SS.Vergine”…”aggiungo l’incarico di cantare la messa solenne e il vespro all’altare maggiore della Chiesa di detto ospedale nel dì 26 luglio festa di S.Anna madre della SS.ma Vergine col Sofferente”.

Ha inizio, così, la tradizionale Festa dell’Addolorata, ormai divenuta Festa Parrocchiale e collocata nella terza settimana di settembre.
Oggi la festa dell’Addolorata propria dei rioni di Grazzano e Caffaggio, segna l’inizio delle attività annuali della Parrocchia.
La devozione verso la Madonna, raffigurata in una immagine realizzata in cartapesta, e donata nel 1857 dal Sig. Svanazzini di La Spezia, allievo della Reale Accademia di Carrara, si è estesa a tutta la Comunità Parrocchiale.

 

2 – La Via Francigena e il Vecchio Spedale di Carrara

[ Alcuni studiosi di storia locale si sono espressi sull’esistenza di un percorso alternativo della Via Francigena che  si stacca da  Avenza e si dirige verso Carrara. I pellegrini e i mercanti, provenienti da Avenza, dopo aver sostato presso lo Spedale di Carrara si dirigono verso lo Spedale di Monte Forca a Castelpoggio; proseguono verso la Lunigiana interna e da lì il loro viaggio continua verso la Pianura Padana.

Le argomentazioni favorevoli all’esistenza di questo tracciato alternativo della Via Francigena sono molte e tutte suffragate da validi riscontri e motivazioni.

Questo percorso alternativo della Via Francigena che utilizza come luogo di sosta lo Spedale dei Santi Giacomo e Cristoforo di Carrara, situato sull’asse viario diretto verso la Lunigiana e il nord dell’Italia, viene utilizzato sia per assolvere funzioni militari e difensive, sia per favorire gli scambi commerciali con l’Italia Settentrionale e infine assolve la funzione di agevolare i pellegrini che partono dal nord si dirigono verso Roma e tornano indietro.

Questo è certamente uno dei vari percorsi della Via Francigena, sull’asse Carrara-Fosdinovo-Aulla, come suggerisce la presenza dello Spedale appena fuori le mura della città medievale.

Nell’area carrarese, in epoca medievale, esistono due percorsi stradali utilizzati soprattutto per i commerci locali: il primo transita su Avenza proveniente da Pisa; il secondo ha come tappa principale Carrara e più a nord, verso Fosdinovo,  Castelpoggio. Il sito di Carrara rappresenta un’ importante alternativa alla Via Aemilia Scauri divenuta impraticabile e pericolosa a causa delle frequenti epidemie di peste che interessano la zona del genovese.

In una lettera del 1602, scritta da Alberico I e indirizzata al Duca di Tripelda, il Principe elogia Carrara e sottolinea la sua posizione strategica, fondamentale per consentire traffici, commerci e pellegrinaggi: “Sta posta in una valle quattro miglia dal mare, et ha tre valli alle spalle. In una   che va in Lombardia vi sono il castello di Gragnana et più alto l’altro di Castelpoggio”. La presenza di uno Spedale a Carrara fa presupporre un numero consistente di pellegrini che, dopo ore di cammino, hanno bisogno di assistenza materiale e spirituale.

Il gran numero di Spedali presenti sull’antica strada che da Carrara si spinge verso il nord della penisola fa propendere per la reale esistenza di un percorso alternativo della Via Francigena utilizzato dai mercanti e dai pellegrini.

Gli Spedali esistenti lungo questo tracciato alternativo sono:

– lo Spedale dei Santi Giacomo e Cristoforo di Grazzano a Carrara, citato per la prima volta in un testamento del 1278;

-lo Spedale di San Sisto di Monte Forca, oggi chiamato Pizzacuto, situato nei pressi di Castelpoggio e dipendente dai Canonici di San Frediano di Lucca fin dal 1151;

-lo Spedale di San Leonardo in capite paludis, ai piedi di Castelnuovo, citato nel 1151;

-lo Spedale di Arforara, presso l’attuale Caprigliola, citato nel 1256;

-lo Spedale di Capria, nella Pieve di Filattiera, conosciuto fin dal 1470.

La posizione di Carrara, come terra di confine fra la Toscana e la Liguria, “prossima al mare e alla Via Francigena costiera o pedemontana”, e quindi anche il suo Spedale dei SS. Giacomo e Cristoforo, garantisce un’ alternativa valida e sicura per i pellegrini, i mercanti e gli artigiani che scendono dal nord verso Roma o che vi risalgono.]

(I testi tra […]sono tratti dalla Tesi di laurea che la dott. V. Crudeli ha discusso presso l’Univesità degli studi di Pisa, 2011).

 

3 . 1 Agosto 1928: da cappellania a Parrocchia

La Chiesa/Cappellania dell’ ospedale di San Giacomo e San Cristoforo, diventa Chiesa Parrocchiale il 1 di agosto del 1928, a seguito di una serie di formali richieste che i cappellani di allora inviarono al Card. Prefetto di Roma e al vescovo in carica, Mons. Giuseppe Bertazzoni. Siamo nel gennaio 1926.
Nella lettera vengono esposti i motivi del necessario scorporo dalla Parrocchia di S. Andrea che conta 8000 abitanti.
“…la città di Carrara conta al presente trentamila abitanti ed ha una parrocchia divisa in tre curazie: San Giacomo con abitanti seimila (6000); San Francesco con abitanti novemila (9000); San Ceccardo con abitanti settemila (7000)”.
L’iniziativa di Don Enrico Musetti, Curato di San Giacomo; di don Antonio Vincentelli Curato dei San Francesco e di don Ugo Barbieri, Curato di San Ceccardo, non andrà in porto se non due anni dopo.
Sarà nel Decreto di Curia, datato 1° Agosto 1928, che i tre Curati potranno finalmente leggere le parole del Vescovo di Massa Mons. Giuseppe Bertazzoni che “…per il bene spirituale dei fedeli della città di Carrara, siamo venuti nella determinazione di erigere in parrocchia le semplici Curazie esistenti… separiamo, dividiamo, dismembriamo le Cure di San Francesco, di San Giacomo e di S. Ceccardo… dalla Prepositura di S. Andrea”.

Riconosciuta civilmente l’11 gennaio 1951, la chiesa di S. Giacomo ha subito alcuni danni strutturali in seguito al terremoto dell’ottobre 1994.
Da quella data l’attività liturgica e pastorale è stata trasferita presso il vicino Santuario delle Grazie, lasciata dall’Ordine francescano dei Frati Minori qualche anno prima.

Attualmente non è possibile tenere aperta al pubblico la chiesa a causa di una lesione nell’angolo dell’abside causata dal terremoto del 2012, che danneggiò contemporaneamente un alto numero di chiese della nostra diocesi.

 

4 . LA LAPIDE di Grazzano

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[…Carlo Lazzoni in “Carrara e le sue ville” del 1880, presenta così il testo inciso nella lapide:
“… con caratteri gotici ed in barbaro italiano viensi a spiegare come verso la metà del XIV secolo Bernabò vescovo di Luni concedesse, col consenso di papa Giovanni XXII sedente allora in Avignone alcune indulgenze…” e perdonanze, a certe condizioni.
Il documento in marmo che si trovava murato nel campanile della Chiesa dei S. Giacomo e Cristoforo in Carrara, offre una messe di spunti e di considerazioni veramente interessanti.
E’ l’attestazione di una “bolla” papale relativa a “indulgenze e perdonanze” che Giovanni XXII (Jacques Arnaud D’Euse, di Cahors-Francia), Papa dal 1316 al 1334 con sede in Avignone, concesse proprio all’antico Ospitale di Grazzano, il quale era annesso alla Chiesa adiacente dei Santi Giacomo e Cristoforo.
In questo rione del centro storico più antico di Carrara c’era dunque un ospedale, che ha svolto la sua funzione ben prima del 1300 e fin quasi a tutto il 1800, per più di 500 anni!
Dico subito che la lapide è stata restaurata ad opera della benemerita Associazione “Il Volto della Speranza” e che sarebbe bene venisse valorizzata come si conviene. Le sue dimensioni sono all’incirca quelle della lastra di un comune tavolo da cucina, per l’esattezza di cm. 135 per cm. 70. Inizialmente l’iscrizione era murata nella facciata del campanile, poi fu posta nella parete della Chiesa di Grazzano… e successivamente venne traslata, appunto, nell’Ospedale Civico “nuovo” di Carrara, iniziato nel 1874 e ultimato nel 1876, a significare la continuità tra l’Ospitale antico e quello modernissimo per l’epoca.] (Testo a cura di M. Venutelli).

 

5 . IL TIMBRO per il pellegrino della via Francigena.

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Il timbro raffigura in primo piano, a sinistra in basso il simbolo del pellegrino che “entra” nella chiesa del vecchio ospedale dei SS. Giacomo Maggiore e Cristoforo. Sullo sfondo è riportata l’immagine del Santuario della Madonna delle Grazie, anch’essa parte della Parrocchia che porta i nomi dei due Santi.

Il timbro sulla credenziale viene rilasciato presso il Santuario Madonna delle Grazie sulla credenziale ufficiale della Via Francigena.

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Suggerimenti:

 Attorno all’antico Spedale si è formato col tempo il grazioso rione di Grazzano (rimesso a nuovo con i contributi per il Giubileo del 2000), dove si potranno vedere le opere degli scultori del ‘600 e ‘700 che hanno espresso la loro arte sia nei 100 portali in marmo, che incorniciano gli ingressi delle abitazioni presenti, sia nelle 10 piccole sculture, sempre in marmo, poste sulla facciata delle case: il rione mette in bella mostra il maggior numero di “Maestà” o “Icone marmoree”, che fanno parte del “Museo diffuso del Centro Storico di Carrara”.

Bibliografia

SS. Giacomo e Cristoforo di Carrara: attestato nel 1335 [Da una lapide un tempo murata nel campanile della chiesa attuale e ora collocata all’interno. Cfr. C. Lazzoni, Carrara e le sue ville, Carrara: 1880, rist. anastatica Bologna 1985, pp. 110-111; C. Pisani, L’antico ospedale dei SS. Giacomo e Cristoforo di Carrara dal 1796 all’Unità d’Italia, in Massa e Carrara da Maria Beatrice a Vittorio Emanuele II (1829-1859), a cura della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi, Atti e memoria del convegno (Massa -Carrara – Versilia: 8-10 settembre 1989), Massa -Modena 1990, pp. 85-104]; nominato da Ambrosi [Formentini, La plebs p. 3: rimando a Sforza, Memorie II, pp. 220-221] che rimanda a un testo di Pisani e Buselli.

Link siti esterni : 

Il Tirreno
WebArte

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